COME
CONOSCERE LA QUALITA' DELL'OLIO
Produzione
Numerosi
sono i passaggi necessari per arrivare all'olio protagonista
della dieta mediterranea. Dall'oliva alla raccolta .L'oliva
nasce dalla trasformazione dei fiori
in frutto tra primavera e fine dell'estate, e la completa maturazione
avviene tra novembre e dicembre. La raccolta, in genere, si
fa da fine ottobre a gennaio, secondo la latitudine: è
una fase critica perché se le olive non vengono raccolte
al momento giusto si rischia la macerazione. Quella a mano,
detta brucatura, è il miglior metodo anche se molto costoso
e lento, perché assicura l'integrità' dell'oliva.
Un metodo alternativo è la bacchiatura, ovvero la scrollatura
della pianta con canne o macchine e la successiva raccolta dei
frutti in teli stesi sotto la pianta. Poi c'è la pettinatura,
ossia lo scorrimento di appositi rastrelli in legno lungo i
rami e la caduta spontanea delle olive mature(ma c'è
il rischio di ottenere un olio con gravi difetti organolettici
e alta acidità
Pulitura
Le
olive dovrebbero essere portate subito al frantoio dove vengono
ripulite da povere, rametti e fogliame, lavate in acqua fredda
e passate su griglie vibranti per eliminare l'acqua in eccesso
e dividere dalle restanti impurità
Frangitura
le
olive vengono tritate uniformemente con appositi macchinari senza
innalzare la temperatura, perché il calore è un
grande nemico della qualità dell'olio.
Viene ottenuta una pasta ne troppo grossolana ne' troppo minuta
che al tatto deve far sentire i frammenti del nocciolo.
Spremitura
in Frantoio
L'olio extravergine d'oliva è spremuto in un unica torchiatura
che dura circa mezz'ora e soltanto il residuo, dominato sansa.
viene sottoposto a una diversa lavorazione di raffinazione. Il
miglior olio è quello ottenuto da un' unica spremitura,
in continuo a freddo. In un oleificio per ogni cento chili di
olive si ha un resa media di 15-25 chili d'olio d'oliva, 35-50
d'olio di sansa e 35-50 chili di residuo.
Le
varietà dell'olivo destinate esclusivamente alla produzione
di olio.
Agogio (detta anche Dolce Agoglia, Nerella, Olivella). Coltivata
solo in Umbria e poco diffusa a causa della scarsa produttività,
fornisce però olio assai pregiato. Ha frutti neri e grossi
(2,5/3 grammi).
Biancolilla
(detta anche Biancuzza, Bianchetta, Buscarino, Jan cuzza, Rizza,
Signura). Coltivata prevalentemente in Sicilia, ha chioma a portamento
espanso, e produttività elevata, con me dia resa in olio.
Il frutto, a maturazione avvenuta, assume colo razione gialla
con sfumature rosate e ha dimensioni medie. Re siste al freddo.
Parzialmente autofertile, è impollinata da Mo resca e Zaituna.
Bosana
(detta anche Tondo del Sassarese). Varietà tipica della
Sardegna, ha buona produttività, con elevata resa in olio.
Frutto di dimensione medio piccola (1,5 grammi), è resistente
al freddo e ai parassiti vegetali. Autosterile.
Canino
(detta anche Caninese). Coltivata nel Lazio, ha una resa media
in olive e bassa in olio. Autosterile, ha buona resistenza ai
parassiti.
Carboncella
(detta anche Carbognola, Carbona, Marsella, Ri tornella, Oliva
tonda). Originaria del Lazio, è diffusa anche nelle Marche
e in Abruzzo. La pianta, rigogliosa, ha sviluppo medio e produce
frutti color nero bluastro di peso tra 1,5 e 2 grammi. Buona e
costante la produzione, con olio di buona qualità ed elevata
resa.
Casaliva
(detta anche Drezzeri, Olivo gentile, Casaliva del Garda). Originaria
del bacino del Benaco, si ritrova in Lombar dia, Veneto, Trentino
e Friuli. Produzione elevata, con frutti del peso di 2,5/3 grammi,
ovoidali.
Correggiolo
(detta anche Raggiolo). Simile alla varietà Frantoio (vedi),
è diffusa in Toscana, in Umbria e nelle Marche.
Dritta
(detta anche Loretana e Moscufese). Diffusa soprattutto in Abruzzo,
è assai vigorosa e a sviluppo assurgente. Elevata produttività,
con media resa in olio. I1 frutto pesa 2,5/3 grammi. Resiste bene
al freddo e ai parassiti vegetali. Autosterile, è impollinata
da Gentile di Chieti e Leccino.
Frantoio
(detta anche Frantoiano, Grognolo, Raraggio, Razza). Diffusa in
Italia Centrale (particolarmente in Toscana, Marche, Umbria) e
nel Garda, ha un albero di buona vigoria, con una vegetazione
rigogliosa e una produttività elevata, con buona resa in
olio di notevole qualità. I frutti sono di forma allungata
color rosa violaceo che tende al rosso, peso 2,5/3 grammi. Autofertile.
Gentile
di Chieti (detta anche Nostrana). Varietà derivata dal
Frantoio, è coltivata in Abruzzo. Vigorosa e a portamento
espanso, è molto produttiva, con media resa in olio, di
buona qualità. Resiste notevolmente al freddo. La varietà
Gentile di Larino si trova nel Molise, mentre la Gentile di Nizza
in Francia.
Leccino
(detta anche Leccio). Originaria della Toscana, è diffusa
anche in Umbria, Marche, Lazio. Di medio sviluppo, ha chioma raccolta,
discreta produttività, con frutti di colore nero da 2,5/3
grammi e media resa in olio. Resiste al freddo. Autosterile, è
impollinata da Pendolino, Frantoio, Morchiaio.
Moraiolo
(detta anche Morello, Morinello, Morellina). Toscana di origine,
è coltivata anche in Umbria. Ha sviluppo medio, con frutti
piccoli, rotondi, di peso poco superiore a 1 grammo, neri a maturità.
Produzione media, con resa in olio medio alta. Teme il freddo.
Autosterile, èimpollinata da Pendolino, Frantoio, Fecciaro.
Ogliarola
Barese (detta anche Cima di Bitonto, Marinese, Paesana). Coltivata
in Puglia, Campania e Basilicata, ha chioma espansa, frutti di
media grandezza, buona produttività, con resa medio alta.
Resiste al freddo. Autosterile.
Ogliarola
Messinese (detta anche Calamignara, Castriciana, Ogliara, Paturnisa).
Coltivata in Sicilia, è vigorosa e ha elevata produttività,
sebbene alternante. Il frutto, di medie dimensioni, dà
resa elevata in olio. Autofertile.
Olivastra
Saggianese (detta anche Olivastrella). Coltivata in Tc scana,
ha buona produttività e resa elevata in olio. Autofertile.
Passalunara
(detta anche Palermitana). Originaria della provincia di Palermo,
ha buona produttività e media resa in olio. Autosterile.
Pendolino
(detta anche Principino). Coltivata in Toscana e in Umbria, è
medio alta, con rami penduli. Presenta buona produttività
e media resa in olio. Ha frutti medio piccoli color verde chiaro,
con pigmentazione violacea. Autosterile, è un buon impollinatore.
Rosciola.
Diffusa nel Lazio e in Italia centrale, ha albero di media vigoria
a sviluppo scarso. Frutti nero rossastri a maturazione precoce,con
produzione scarsa ma costante e media resa in olio. Pianta autofertile,
assai rustica e adattabile.
Sargano
(detta anche Sargana di Ascoli). Pianta vigorosa che può
assumere un notevole sviluppo, ha frutti viola scuro, con alta
produttività e media resa in olio. Sovente è alternante.
Resiste bene ai venti e al salmastro.
Taggiasca
(detta anche Lavagnina). Diffusa in Liguria, specie nelle province
di Savona e Imperia, ha frutti di media grandezza, con alta produttività
e buona resa in olio. Autofertile.
Le varietà dell'olivo a duplice attitudine da olio e da
tavola
Bianca di Villacidro (detta anche Pizz'e carroga). Varietà
tipica della Sardegna, è coltivata soprattutto nel Cagliaritano.
Pianta vigorosa a chioma rada, con buona produttività e
media resa in olio.
Carolea
(detta anche Caroleo, Catanzarese, Cumignana, Olivone). Albero
medio grande, coltivato in Calabria, con frutti di circa 4 grammi,
buona produttività e resa media. Resiste bene al freddo.
Autosterile, viene impollinata dalla Nocellara Messinese.
Coratina
(detta anche Racioppa di Corato). Coltivata soprattutto in Puglia
e in Molise, ha dimensioni medie e rami eretti. Produttività
elevata, con frutti intorno ai 4 grammi e resa medio alta. Autosterile.
Itrana
(detta anche Cicerone, Getana, Trana, Oliva di Esperia). Coltivata
nel Lazio, è una pianta vigorosa, con produzione elevata
e resa media. Frutto di 3/4 grammi. Autosterile.
Maiatica
(detta anche Pasola). Diffusa in Basilicata, specialmente nella
valle del Basento, ha pianta vigorosa a portamento pendulo. Buona
la produttività, con elevata resa in olio. E' autosterile.
Moresca
(detta anche Catanisia, Nerba, Maiorana, Reale, Turdella). Diffusa
in Sicilia, ha pianta vigorosa a portamento espanso. Frutti asimmetrici,
neri a maturazione, di circa 4 grammi. Presenta buona produttività,
con resa media in olio. Autosterile , è impollinata da
Ogliarola Messinese e Biancolilla.
L'olio viene definito:
Dolce. È un olio dal profumo non troppo accentuato, gentile
e aggraziato. Dà una sensazione iniziale lieve, solitamente
accompagnata da un retrogusto di mandorle. Non deve essere troppo
cedevole o dolciastro.
Amaro.
È solitamente una caratteristica negativa di oli prodotti
con olive acerbe, spesso accompagnata da sentore di foglia; col
tempo può diventare legnoso. Un leggero retrogusto amarognolo
non è però da considerarsi negativo.
Pungente.
Sapore tipico degli oli freschi, accompagnato solitamente dal
colore verde brillante; si attenua sino a scomparire col passare
del tempo.
Armonico.
Si dice di un olio completo, senza sentori predominanti, che si
manifesta in tutta la sua pienezza non appena messo in bocca.
È quello migliore.
Caratteristico.
Risente in maniera particolare della tipicità della zona
di coltivazione o del singolo uliveto. Non è necessariamente
un difetto e, anzi, la tipicità può essere considerata
una nota positiva.
Aggressivo.
Olio disarmonico, con una o più componenti eccessivamente
intense, che finiscono con il mascherare altre componenti.
Ossidato.
Si dice di un prodotto esposto a lungo all'aria, che ha di conseguenza
subìto un processo di irrancidimento ossidativo. Lo si
riconosce immediatamente e non è più commestibile.
Molle.
Si dice di un olio cedevole, eccessivamente morbido, untuoso.
Maturo.
Colore oro caldo, corpo rotondo con gusto fruttato tendente al
dolce.
Stanco.
Riscontrabile in oli che hanno molti mesi.
Retro sensazioni annoverabili come positive:
Fruttato. Si definisce fruttato un olio che ha sapore e aromi
simili a quelli dell'oliva matura: sebbene appena franti tutti
gli oli appaiano fruttati, in molti casi questa caratteristica
è destinata a scomparire dopo pochi mesi. Autenticamente
fruttato è invece quello che mantiene questo aroma inalterato
nel tempo.
Foglia
verde. Sensazione avvertibile quando nel frantoio è stata
aggiunta una piccola quantità di foglie fresche d'ulivo.
Muschio,
noce, sottobosco, nocciola. Anche in questo caso sono sentori
evocati dall'olio. Possono non essere considerati dei pregi in
senso classico, ma sono sovente caratteristiche specifiche di
alcuni oli e di alcune zone di produzione e sono gradevoli, se
non troppo marcate.
Carciofo.
È un sapore che ricorda quello del carciofo crudo assai
gradevole e fresco.
Verde.
Si dice di un olio giovane, fresco, fruttato, leggermente erbaceo.
Soave.
Da olive molto mature, colore oro pallido. Alla fine dell'assaggio
si sente un dolce abboccato molto sfumato.
Rotondo.
Si dice di un olio a corpo pastoso che riempie e soddisfa, senza
punte aromatiche. Proviene sempre da olive mature.
Retro sensazioni sgradevoli:
Muffa. Sentore sgradevole conseguente all'impiego di olive non
sane o fermentate per eccessiva permanenza nei magazzini.
Rancido.
Sapore francamente disgustoso, dovuto a ossidazione imputabile
a calore, esposizione alla luce o all'aria; può anche essere
causato dall'impiego di recipienti mal puliti.
Fiscolo.
Nasce dall'utilizzo di pannelli filtranti non perfettamente puliti;
ricorda la canapa.
Morchia.
Richiama l'odore dell'olio lubrificante caldo ed è imputabile
a travasi mal eseguiti o non eseguiti affatto.
Mosca
olearia. Olio ricavato da frutti colpiti dalla mosca olearia:
sa di marcio e putrido assieme.
Metallico.
Facile da individuare, è imputabile all'impiego di macchinari
o recipienti di ferro non stagnati o comunque non protetti.
Impersonale.
Difetto grave per un olio vergine, significa infatti che non ha
né carattere né personalità. Si tratta di
una caratteristica tipica di tutti gli oli rettificati.
Cattiva
conservazione. L'olio si impregna degli odori e dei sapori di
tutto ciò che lo circonda, anche se non viene a contatto.
diretto. È un difetto molto diffuso.
Sporco.
Si dice dell'olio che ha assorbito odori e sapori sgradevoli dall'acqua
di vegetazione con cui è rimasto troppo a lungo in contatto.
Acido
fenico. In oli vergini molto vecchi, mal tenuti.
Amaro.
Gusto prodotto da olive più acerbe che mature e con poca
pasta.
Riscaldo.
Proviene dalla fermentazione delle olive tenute troppo a lungo
nei sacchi.
Gelato.
Proviene da olive che hanno subito delle gelate. Cuocendo, l'olio
può assumere odori molto sgradevoli.
Lampantino.
Olio che deve essere inviato in raffmeria. Quando non è
proprio di pessime caratteristiche organolettiche, può
essere mangiabile.
Proprietà benefiche dell'olio d'oliva
Le proprietà benefiche che l'olio extra vergine di oliva
ha sull'organismo sono innumerevoli:
-
Riduce la percentuale di colesterolo Ldl
- Riduce i rischi di occlusione delle arterie
- Riduce la pressione arteriosa
- Riduce il tasso di zucchero nel sangue
- Aumenta la secrezione di bile
- Aumenta l'apporto di Vitamine A, D ed E
- Facilita l'assorbimento delle altre vitamine
- Previene l'arteriosclerosi
- Previene l'infarto del miocardio
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